zoe magazine 20 - primavera 08
Flavia Soellner - Fotografare La Notte
 
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Flavia Sollner non ha paura del buio. E non potrebbe essere altrimenti dato che, tedesca di origine, vive ormai da anni a Oslo dove la luce, soprattutto nei mesi invernali, è merce rara. 25 anni, professione fotografa, ritrae un mondo che vive solo di notte, quando la maggior parte delle persone sono andate a dormire e le strade, i boschi, i laghi si animano di nuove umanità. «Mi affascina pensare - dice - che esista un universo parallelo, carico di bellezza e magia, che rappresenti una via di fuga dalla realtà in cui viviamo».
I lavori firmati dall'artista tedesca hanno sempre una doppia chiave di letture: una ottimista, romantica, dolcissima; e una truculenta drammatica e violenta. Da un lato la fiaba, dall'altro il racconto alla Stephen King, Ecco perché la foto di una scarpetta dimenticata in mezzo alla neve narra una doppia storia: la prima rivela un incantesimo e la fuga di una principessa; a seconda descrive un crimine efferato, appena compiuto, la cui unica traccia e testimoniata proprio da quell'accessorio femminile abbandonato.
Gli scatti della serie Quiet Night, che non a caso traggono ispirazione dalle favole Cappuccetto Rosso e Cenerentola, sono costantemente filtrati da un ventaglio di emozioni, non sempre evidenti. "Reale e immaginario - sottolinea Flavia - sono due facce della stessa medaglia che spesso convivono...".
Perché questa ossessione per la notte?
«Perché amo il modo in cui l'oscurità modifica contorni, colori, lineamenti e li rielabora offrendoli sotto un'ottica diversa, secondo me più affascinante».
Nelle sue fotografie uomo e natura si scontrano o convivono pacificamente?
«Sono soltanto gli uomini a lottare fra loro. La natura li osserva e li compatisce».
Il segreto per una notte serena?
«Giocare con le torce accese e danzare in mezzo agli alberi di una foresta. E' un rito a cui non riesco a rinunciare. Un viaggio spirituale con cui ritrovo il mio equilibrio».
Tre aspetti del suo carattere...
«Difficile rispondere. Sono diversa da situazione a situazione. Credo di essere una sognatrice ma so stare con i piedi per terra. Sono un tipo leale e romantico che però non rinuncia mai alla battaglia».
Un libro da leggere prima del sonno?
«Spazio molto, non ho un titolo specifico. Un giorno mi lascio conquistare da un classico della letteratura, un altro sfoglio un volume di scienze».
Cosa sognava di fare a 14 anni?
«Sognavo di essere me stessa, ma forse un po' più felice».

Text by Germano D'Acquisto close